Gentilezza e Cortesia: un vero successo la due giorni organizzata dalla scuola

Gentilezza e Cortesia: un vero successo la due giorni organizzata dalla scuola

“L’introduzione dei concetti di gentilezza e cortesia rappresenta una delle più grandi rivoluzioni antropologiche nella storia dell’umanità, virtù fondamentali che purtroppo si stanno progressivamente perdendo. Oggi siamo qui proprio per lanciare una sottile provocazione e per riflettere sulla perdita di tali qualità tanto preziose.” Con queste parole il nostro presidente Luciano Mazzetti ha aperto, in una sala dei Notari gremita, il convegno intitolato “Gentilezza e Cortesia. Tra nostalgia e sogno” che si è tenuto sabato 6 e domenica 7 febbraio.

Gentilezza e cortesia come atteggiamenti da riscoprire dunque, come modo di essere introdotto dai grandi stilnovisti tra il 1200 e il 1300 e come ideale da cui è nata la cavalleria.

“Se fino ad allora l’uomo non era tenuto ad essere gentile, con l’introduzione della cavalleria si comincia a guardare alla gentilezza come valore per tutti” ha spiegato Luciano Mazzetti.

Sull’argomento si sono espressi ospiti e relatori, come l’assessore Donatella Porzi che ha paragonato la gentilezza alla fiamma di una candela, perché capace di plasmare gli animi umani come la fiamma fa con la cera e l’imprenditore Brunello Cucinelli, secondo il quale “ci troviamo in una fase storica di risveglio, in cui siamo tornati a reinvestire sui grandi ideali. Coltivando gentilezza e cortesia reinvestiamo sulle cose speciali dell’essere umano e riconosciamo il nostro umanesimo”.

Si è parlato poi di gentilezza e cortesia nell’educazione di bambini e ragazzi e di quanto sia importante trasmettere ai più giovani il rispetto di sé, dell’ambiente che ci circonda e degli altri, quello stesso rispetto che è uno dei capisaldi del metodo Montessori e che si traduce nei gesti più semplici, come quello di riordinare dopo aver giocato o di sparecchiare la tavola dopo che si è consumato il pasto.

“Non è un caso se proprio un’aula di palazzo Gallenga sia dedicata a Maria Montessori” ha detto il Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia Giovanni Paciullo “una figura che, proprio sul piano della buona educazione, ha segnato un impegno senza precedenti”.

In una classe montessoriana i bambini sono invitati a mettersi in fila senza toccarsi, ad usare i materiali di lavoro aspettando il proprio turno, ad apparecchiare, servire a tavola, riordinare e se è vero che la classe può essere vista come il microcosmo della società adulta, una “società per coesione” come la definiva Maria Montessori che rappresenta l’embrione della società esterna, fondamentale è il ruolo degli educatori e delle generazioni adulte nello sviluppare “quella capacità tutta umana di potersi accorgere degli altri” come l’ha definita il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Franco Moriconi.

La figura dell’educatore è stata celebrata anche da Lucio Lombardi, direttore della Fondazione Chiaravalle – Montessori, il quale citando Alexandra K. Trenfor, ha sottolineato che il maestro “ha un inestimabile valore, egli è colui che ti indica dove guardare ma non ti dice cosa vedere”.

E se qualcosa fosse stato tralasciato ci hanno pensato, nella serata conclusiva della due giorni, gli allievi del Liceo Musicale del Centro Internazionale M. Montessori insieme a quelli del Conservatorio S. Cecilia di Roma e dell’orchestra Bela Bartok della Scuola di Musica La Maggiore di Perugia, con un concerto emozionante che è riuscito ad arrivare là dove la parola si è dovuta fermare.

E’ infine un onore per la scuola che il direttore del Conservatorio S. Cecilia Alfredo Santoloci ci abbia invitato Roma per lavorare ad un evento analogo.Foto convegno n.1 Foto seconda giornata convegno Convegno foto n.3

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