Tre pilastri del metodo Montessori in visita alla nostra scuola

Tre pilastri del metodo Montessori in visita alla nostra scuola

21 ottobre – Tre pilastri del metodo d’insegnamento che ha rivoluzionato la scuola hanno visitato ieri il nostro istituto: Talita de Almeida, la donna che ha portato il metodo nel sud America e che oggi ha creato una delle più importanti associazioni montessoriane a livello mondiale (ABEM Associazione Brasiliana di Educazione Montessoriana), Lidia Celi, allieva diretta di Maria Montessori, Lucio Lombardi, direttore della fondazione Montessori Chiaravalle.
Presente alla giornata anche l’architetto Hans Krüger Goffi, ideatore e produttore della linea d’arredamento per bambini “Flowerssori” con cui è stato arredato il centro Internazionale Montessori di via Fonticoperte.
Il trio Mazzetti, Celi, De Almeida, partito come collaborazione e trasformatosi in una grande amicizia, da oltre quarant’anni s’incontra con lo stesso entusiasmo degli inizi, dando vita ogni volta a progetti sempre nuovi.
Proprio sull’organizzazione della scuola di Mazzetti si è espressa la brasiliana De Almeida nell’intervista di anticipazione dell’evento “La particolarità del Centro Internazionale Montessori è la capacità di prendere un bambino di pochi mesi e accompagnarlo per mano fino alla maggior’età. Oggi la gran parte dei percorsi didattici montessoriani si ferma alla prima infanzia, una scelta che a mio parere non ha senso: il bambino educato alla maniera montessoriana ha un approccio al mondo, a sé stesso e alla scuola che mal si concilia col metodo scolastico tradizionale. Per questo la scuola di via Fonti Coperte dev’essere un esempio per tutti i formatori” e ancora “Quanto spesso nelle scuole tradizionali sentiamo docenti dire che il ragazzo non si applica, che non è interessato, in realtà dovremmo ribaltare la prospettiva: il problema non è l’allievo ma il modo in cui gli vengono presentati gli argomenti. Un insegnante che tiene le lezioni in modo automatico, che per primo non è entusiasta di ciò che insegna non riuscirà mai ad appassionare un ragazzo. Secondo me l’emozione è la chiave di tutto, solo collegando l’emozione al sapere si può ottenere un apprendimento duraturo.”
Sull’importanza di un buon insegnante si è espressa anche Lidia Celi, una delle fondatrici della scuola Montessori in Umbria, affermando che la preparazione di un formatore deve coinvolgere tre aspetti: scientifico, metodologico e spirituale”
Il metodo Montessori può creare individui sicuri di sé, curiosi della vita e capaci, ma non è tutto esso può perfino, come spiega Talita de Almeida tenere un ragazzo lontano da vizi nocivi.
“La scuola Montessori – spiega – insegna il rispetto e la cura di sé ed è molto difficile che una persona educata all’amore di sé si faccia del male con le droghe.”
A fare da scenario alla giornata, gli ambienti, le classi, i corridoi arredati Flowerssori, anch’essi parte di un progetto didattico e fortemente voluti dal professor Mazzetti.
”Gli arredi Montessori assecondano e contribuiscono allo sviluppo motorio del bambino, le loro linee arrotondate si adattano ai diversi momenti della giornata: studio, pasto, gioco, ma anche riposo, sono infatti studiati anche per potercisi allungare, stiracchiare e riposare. Visti da sotto poi sono ancora più belli e studiati, proprio perché giocare sotto un tavolo è una delle esperienze più belle per un bambino.”
In un metodo che esalta l’esperienza sensoriale, gli elementi d’arredo Flowerssori, studiati proprio per i bambini da 0 a 6 anni, completano a modo loro l’esperienza formativa.

Reset della password
Per favore inserisci la email con cui sei registrato nel sito. Ti invieremo un messaggio con la nuova password.